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In collaborazione con The Language Grid.
I vostri team conoscono l'inglese. Ma cosa succede quando devono usarlo sul serio — in riunione, con un cliente, sotto pressione? È lì che si gioca tutto. Molte aziende continuano a investire nella formazione linguistica. Ma il punto non è quanto si sa. È quando si riesce a essere efficaci a fare business in inglese. In questo intervento vedrete perché esiste questa distanza tra competenza e performance — e cosa la crea. E soprattutto, cosa cambia quando viene colmata. 25 anni di lavoro con le principali aziende italiane sulla comunicazione professionale nei contesti internazionali e sulla psicologia del bilinguismo applicata alla performance. Niente teoria. Solo ciò che funziona. Venti minuti. Uscirete con una chiave concreta per leggere — e migliorare — la performance dei vostri team.
Keynote Speech a cura di Zoe Flaherty, CEO / The Language Grid.
In collaborazione con Syllog.
Le organizzazioni hanno già tutto ciò che serve per formare le proprie persone: documenti, procedure, esperienze. Il problema è che questa conoscenza resta ferma, separata dalla formazione quotidiana. Syllog parte da qui: dai contenuti che un'azienda ha già, costruisce percorsi di apprendimento strutturati, personalizzati per team, ruolo e performance, con un tone of voice calibrato sulla cultura aziendale e meccaniche di gamification che tengono alta la motivazione. Non un LMS tradizionale, ma uno strumento che trasforma la conoscenza esistente in formazione continua, misurando i gap e adattando i percorsi alle persone e non il contrario. Durante lo speech vedremo esempi pratici di come questo approccio cambia l'esperienza di apprendimento nelle organizzazioni.
Augmented Voice:
La diffusione di piattaforme digitali e strumenti di intelligenza artificiale sta trasformando il modo in cui le organizzazioni progettano e distribuiscono la formazione. La sfida non è solo rendere il learning più scalabile – raggiungendo molte persone in tempi rapidi – ma renderlo più rilevante, applicabile e coerente con le esigenze del business. Sempre più aziende stanno ripensando il ruolo dell’AI come acceleratore dell’apprendimento umano, capace di rafforzare competenze, autonomia decisionale e capacità di agire nel lavoro quotidiano, senza sostituire il contributo delle persone. In questo quadro, anche temi come governance, responsabilità e compliance non rappresentano semplici vincoli, ma condizioni necessarie per costruire percorsi di apprendimento diffusi e sostenibili. Il talk propone un confronto su come utilizzare digital learning e AI in modo consapevole: quali scelte su contenuti, linguaggi e modelli formativi permettono di migliorare la qualità dell’apprendimento, favorirne l’applicazione concreta e mantenere coerenza con valori, cultura e obiettivi dell’organizzazione. Un’occasione per riflettere su come scalare il learning senza perdere senso, mettendo la tecnologia al servizio delle persone e del business.
In collaborazione con TABILIA.
Per anni abbiamo digitalizzato contenuti, piattaforme, webinar e test. Ora l’AI ci permette addirittura di digitalizzare l’esercitazione. I corsi di formazione diventano ambienti in cui le persone possono sperimentare, sbagliare, ricevere feedback e migliorare nel tempo. A partire da un nuovo ambiente TABILIA per il role play formativo con l’AI, racconteremo come simulazioni, personaggi interattivi e learner twin dinamici rendano l’apprendimento un’esperienza attiva: l’AI interpreta interlocutori realistici, risponde, fa domande e si adatta alla persona. Un modo nuovo per allenare competenze complesse, dalle soft skill alla consulenza tecnica, in modo personalizzato e scalabile.
Keynote Speech a cura di Massimo Conte, Head of Innovation / TABILIA.
Nelle organizzazioni contemporanee la leadership si esercita in un contesto profondamente cambiato: l’intelligenza non è più solo umana, né concentrata in poche figure, ma distribuita tra persone, team, culture diverse e sistemi di intelligenza artificiale. In questo scenario, il ruolo di guida non può più coincidere con l’accentramento delle decisioni, ma richiede capacità di ascolto, empowerment e delega. Il talk esplora come stanno cambiando responsabilità e competenze della leadership e quale contributo può dare il learning nello sviluppare leader capaci di orientare, coordinare e dare senso, più che controllare.
In collaborazione con Teleskill.
La formazione online evolve quando smette di essere soltanto trasmissione di contenuti e diventa esperienza. Attraverso il caso FORMEZ, il talk presenterà un modello che integra Teleskill Virtual Studios, interazione e progettazione didattica per aumentare engagement e partecipazione. Emanuele Pucci, founder e managing director Teleskill e Rossella Russo, Responsabile dell’area PA in Challenge Network porteranno esempi concreti di collaborazione tra tecnologia e formazione. Dal set virtuale alla gestione della diretta, ogni elemento contribuisce a creare una comunicazione più viva ed efficace. Un racconto pratico su come innovare davvero i webinar anche in ambiti complessi come quello della PA, grazie a questionari commentati in diretta, word cloud per rilevare il sentiment dei partecipanti e sessioni di gamification live.
Le organizzazioni stanno progressivamente superando modelli fondati su ruoli rigidi e job description statiche, sempre meno capaci di riflettere il lavoro reale e di rispondere alle esigenze operative. In questo contesto, le skill-based organization propongono un cambio di prospettiva: non più posizioni da occupare, ma competenze vive da sviluppare. Per la funzione Learning & Development si tratta di un passaggio cruciale. Il learning non può più limitarsi a erogare contenuti, ma diventa uno strumento per attivare le skill di cui l’organizzazione ha bisogno, favorendone l’applicazione concreta e collegandole alla performance e alle priorità del business. Il talk esplora come ripensare l’apprendimento in chiave skill-based, mantenendo il focus sull’impatto reale sul lavoro quotidiano, sulle persone e sul valore generato per l’organizzaz
Il 78% delle organizzazioni dichiara il learning una priorità C-suite. Solo il 12% lo fa davvero in modo efficace. Il gap è strategico. Il settore della formazione aziendale sta attraversando una trasformazione strutturale: dal corso come evento all'abilitazione continua nel flusso del lavoro, dal catalogo contenuti alla conoscenza personalizzata che diventa decisione strategica. L'AI sta accelerando questa transizione. Il vero cambiamento riguarda come le organizzazioni ascoltano le proprie persone prima ancora di decidere cosa insegnare loro. Lo speech offre una lettura del mercato, dati di scenario e una metodologia concreta per trasformare l'ascolto organizzativo in direzione strategica misurabile.
La tecnologia apre nuove possibilità nella progettazione della formazione, rendendo accessibili alle organizzazioni percorsi più mirati, continui e personalizzati. Attraverso digital assistant, simulazioni conversazionali e sistemi di assessment adattivo, diventa possibile individuare con maggiore precisione i gap di competenze, guidare le persone nella definizione del proprio percorso di sviluppo e proporre contenuti formativi coerenti con bisogni, ruolo e obiettivi professionali. Il talk show mette a confronto l’esperienza di professionisti HR e di un provider tecnologico come Aktive Learn Reply, per capire cosa possono fare concretamente queste soluzioni e come trasformare l’assessment da semplice momento valutativo a punto di partenza per percorsi formativi realmente su misura.
La tecnologia in azienda promette di liberare tempo dai compiti più ripetitivi e di rendere l’apprendimento più accessibile e personalizzato. Il rischio, però, è che questa promessa si traduca in aspettative sempre più alte per lavoratori e lavoratrici, senza un reale ripensamento di carichi, tempi e priorità. Nel learning, questa tensione è particolarmente evidente: piattaforme digitali, AI e formazione continua ampliano le opportunità di sviluppo, ma possono anche trasformare l’apprendimento in un flusso incessante e difficile da governare, con effetti ambivalenti su motivazione e benessere. Il talk show esplora quando la tecnologia supporta davvero l’apprendimento e quando invece rischia di alimentare sovraccarico cognitivo e stress, interrogandosi su come progettare esperienze di learning sostenibili, capaci di generare valore nel tempo per persone e organizzazioni.
Quanto prima la formazione smetterà di essere standard, per diventare personalizzata rispetto agli obiettivi di impresa, tanto più sarà in grado di indirizzare il comportamento delle persone. Da questa convinzione nasce il paradigma dell’Edutainment: integrare metodologie, tecnologie e linguaggi tipici dell’entertainment per progettare esperienze di apprendimento coinvolgenti, di impatto e di semplice fruizione, capaci di generare un vero cambiamento organizzativo. Nell’intervento ripercorreremo le variabili cardine di un progetto di Edutainment efficace — obiettivi formativi, struttura del percorso, ambienti fisici e tecnologici, branding, comunicazione interna ed esterna — e le metteremo a confronto attraverso due applicazioni reali e profondamente diverse per scala e finalità: il caso Italgas “AI’m Ready”, progetto di UpSkill sull’AI e sulla data Governance rivolto all’intera popolazione aziendale, e il caso Amplifon “RIDE the Change”, un Talent Program dedicato a poco più di 30 talenti provenienti da tutte le country in cui l’impresa opera. Due strade diverse, una stessa metodologia: trasformare la formazione in un servizio da promuovere, comunicare e “vendere” dentro l’impresa, con la stessa cura con cui si lancia un nuovo prodotto.
Nel passaggio dai sistemi TMS tradizionali a ecosistemi di apprendimento evoluti, adattivi e data-driven, emerge con forza il ruolo della governance a 360° dei processi formativi: un presidio strategico che connette e armonizza tutte le dimensioni del learning, trasformandolo in un vero abilitatore di performance. In questo dialogo si cerca di evidenziare come la vera trasformazione non risieda nella generazione di contenuti, ma nella capacità di digitalizzare e governare end-to-end i processi HR, formativi e tutti i dati e le informazioni prodotte nella gestione dell’apprendimento. L’intervento mette in luce il divario tra le promesse dell’AI e la realtà operativa delle organizzazioni, ancora spesso caratterizzata da attività manuali e frammentazione dei dati. In questo contesto emerge il concetto di Instant Training, un modello di apprendimento immediato, contestuale e integrato nei processi aziendali, che consente di accedere alla conoscenza nel momento esatto del bisogno. Attraverso l’esempio di sistemi HR nativamente integrati e del Virtual Instant Training Assistant (V.I.T.A.), viene esplorato come l’AI possa evolvere da strumento di content generation a infrastruttura di accesso intelligente alla conoscenza aziendale, abilitando nuovi modelli di efficienza, riduzione del debito operativo e accelerazione del time-to-insight.
Cosa succede quando ogni persona può vedere in tempo reale i propri feedback, obiettivi, punti di forza e aree di miglioramento, senza aspettare il prossimo colloquio annuale? Il learning smette di essere qualcosa che accade alle persone e diventa qualcosa che le persone scelgono, guidano, costruiscono grazie ai contributi dell'intera comunità aziendale. L'HR non scompare: si trasforma in abilitatore di un processo continuo e personalizzato. La app K-Rev porta il feedback continuo nelle mani di ciascuno, trasformandolo in uno strumento di autoformazione customizzato, preciso, quotidiano. Non più formazione calata dall'alto, ma apprendimento che finalmente parla la lingua di chi impara. La propria Learning Voice, amplificata dall'AI.
KEYNOTE SPEECH a cura di Claudio Allievi, CEO / K-Rev.
L’ingresso dell’AI nei processi di learning – al pari di quanto sta accadendo in molti altri ambiti aziendali – sta ridefinendo non solo l’operatività, ma anche il senso del lavoro. Si apre così una riflessione necessaria: se una parte dell’apprendimento può essere delegata alla macchina, e se su alcuni aspetti del processo formativo l’AI garantisce risultati anche superiori, qual è oggi il contributo specificamente umano al learning? Il talk esplora quali dimensioni dell’apprendimento restano profondamente umane – giudizio, senso critico, responsabilità, capacità di dare significato all’esperienza – e come le aziende possano ripensare il learning non in opposizione all’AI, ma come opportunità per valorizzare ciò che rende l’apprendimento autenticamente umano.
Qual è il ritorno dell’investimento che facciamo nella formazione? Piattaforme, programmi di sviluppo e contenuti costituiscono il contesto, ma cosa intacca il ROI? Un problema potrebbe essere la distanza tra formazione e contesto operativo: ciò che viene progettato non viene attivato. Condivideremo, in un face to face Howay e MAW, l’esperienza che ha accompagnato più di 600 “junior” in tre anni; una riflessione nata dall’esigenza reale: capire come rendere la formazione parte integrante del lavoro quotidiano, fin dall’ingresso in azienda: autonomia della fruizione per i junior; sostenibilità della formazione nel tempo; AI e micro-learning. Ingredienti che ci mostreranno un ROI non come output formativo, ma come evoluzione dei comportamenti.