Gli strumenti di valutazione e le analisi delle competenze sono l'impalcatura, ma la formazione è il motore. Oggi non si tratta più di misurare performance, ma di nutrire ambizioni. Il vero nodo strategico è l'incontro: cosa cerca l’azienda, cosa desidera la persona?
Oltre i dati, la formazione deve tornare a essere il punto di contatto dove queste due traiettorie si uniscono.
E’ ancora così?
La tecnologia apre nuove possibilità nella progettazione della formazione, rendendo accessibili alle organizzazioni percorsi più mirati, continui e personalizzati. Attraverso digital assistant, simulazioni conversazionali e sistemi di assessment adattivo, diventa possibile individuare con maggiore precisione i gap di competenze, guidare le persone nella definizione del proprio percorso di sviluppo e proporre contenuti formativi coerenti con bisogni, ruolo e obiettivi professionali. Il talk show mette a confronto l’esperienza di professionisti HR e di un provider tecnologico come Aktive Learn Reply, per capire cosa possono fare concretamente queste soluzioni e come trasformare l’assessment da semplice momento valutativo a punto di partenza per percorsi formativi realmente su misura.
La comunicazione interna non è solo ciò che l’azienda dice alle proprie persone, ma anche ciò che riesce ad ascoltare e comprendere. In questo senso, il tone of voice interno riguarda tanto il linguaggio dell’impresa quanto gli spazi e le modalità attraverso cui le persone possono esprimersi. Dalla cultura del feedback alla narrazione condivisa, la capacità di dare voce alle persone diventa una leva per engagement, senso di appartenenza e fiducia. In questo talk show rifletteremo su come governare la comunicazione interna non solo in termini di coerenza del messaggio, ma anche di ascolto strutturato, capacità di “registrare il polso” dell’organizzazione e farsi comunicare bisogni, tensioni e segnali deboli che incidono sulla qualità delle decisioni.
Ciascuno di noi ha oggi in tasca, nel proprio telefono, la reputazione delle aziende: sistemi di intelligenza artificiale permettono di informarsi in modo immediato e conversazionale su brand, organizzazioni e datori di lavoro, restituendo sintesi che combinano fonti, esperienze, segnali deboli e tracce lasciate nel tempo. In questo scenario, l’AI non crea contenuti reputazionali, ma li ricompone, rendendo visibili coerenze, contraddizioni e pattern che si consolidano nel tempo. La reputazione diventa così meno controllabile, più trasparente e più esposta a semplificazioni e bias. Il panel esplora l’impatto dell’AI sulla reputazione d’impresa e sul rapporto tra comunicazione, comportamento organizzativo e fiducia, riflettendo su come le aziende possano governare la propria identità reputazionale in un contesto in cui non basta più “raccontarsi”, ma occorre essere leggibili e coerenti nel lungo periodo.
Le nuove generazioni sono solite mettere in discussione riferimenti culturali, linguaggi e codici ereditati. Per le aziende questo significa confrontarsi con una sfida che va oltre l’adozione di nuovi strumenti digitali: prodotti, esperienze, canali, linguaggi e cultura organizzativa vengono valutati come un sistema unico e coerente – o incoerente. In tale contesto, una pratica giudicata inautentica o disallineata può tradursi rapidamente in un senso di distanza e sfiducia nei confronti dell’azienda e, in definitiva, del suo prodotto o servizio. Questo panel esplora come le aziende stanno affrontando il rapporto con le nuove generazioni, interrogandosi su come costruire un linguaggio credibile e coerente lungo tutta l’esperienza del brand, dall’interno all’esterno, evitando scorciatoie e imitazioni.
Il welfare aziendale sta cambiando volto: da pacchetto di benefit identico per tutti a sistema capace di rispondere a esigenze differenti, legate ai ruoli, alle condizioni di vita e ai contesti professionali delle persone. Le aziende si trovano oggi davanti a una domanda crescente di equità e accessibilità, che impone di guardare con attenzione anche a situazioni meno visibili, e tutt’altro che marginali: discontinuità lavorativa, difficoltà di conciliazione vita–lavoro, bisogni specifici che i modelli standard non intercettano. Il talk show metterà a fuoco questo pluralismo, interrogandosi su come il welfare possa diventare una leva concreta capace di ampliare la partecipazione al lavoro.
Come saranno le organizzazioni, le carriere e i team nel 2030? Quali fattori influenzeranno il futuro del lavoro e come evolverà il talent management? Secondo la ricerca del British Council, l’89% dei dirigenti ritiene che il modo di lavorare cambierà profondamente. Digitalizzazione, collaborazione globale e nuove aspettative dei dipendenti stanno trasformando culture, ruoli e modelli di leadership. In questa intervista esploreremo come le organizzazioni possano sviluppare le competenze chiave per affrontare questi cambiamenti: dal pensiero critico alla comunicazione interculturale, dall’agilità alla capacità di apprendere in modo continuo. Prepararsi al futuro del lavoro significa coltivare oggi le soft skills che renderanno persone e imprese più resilienti, innovative e connesse.
HAI PARTECIPATO AL FORUM HR 2025? Cerca la tua foto nella cartella condivisa SERVIZIO FOTOGRAFICO: https://drive.google.com/drive/folders/1crItmA0_bWLwIOPGONfHnQ70o6m0jtpK
Sostenibilità & Innovazione
Corporate Finance & Agility
Talk Show | Welfare & Talent Attraction
Talk Show | Welfare & Benefits
Transizione Energetica & Wellbeing
Transizione Energetica & Mobilità Sostenibile
In collaborazione con Havas Media Network
In collaborazione con Edison